Menu
Mercoledì 26 Settembre 2018
Quotidiano indipendente d'informazione alternativa anno XVII

Piange il pallone

Piange il pallone

Juventus-Roma, il grande bluff. 

L'Italia che ama il calcio si ribella ad una dirigenza arbitrale incompetente.

Non può essere un caso. Non è possibile che gli arbitri sbaglino sempre a favore dei soliti noti. La partita Juve-Roma fa risprofondare nel torpore e grigiore generale il calcio italiano. Eppure dal 2006 ad oggi non è passato un secolo anzi, neppure un decennio ci separa dal più grande scandalo del calcio nostrano ma la musica non cambia. Non cambia neppure la credibilità di un campionato che, prima che inizi, pare deciso a tavolino. Perché un buon arbitro dirige la partita più importante dell’anno con un metro di giudizio che neppure nei campionati amatoriali oserebbero? Misteri del pallone, che una volta era a scacchi ma che ormai è a chiare tinte nere. Oggi, all’indomani dello scandalo Juve-Roma, agli appassionati di football resta l’amaro in bocca. Non contano le bandire, poco importa la fede calcistica, il popolo della “pedata” si sente preso in giro e defraudato da quel sogno di poter vedere vincere la propria squadra per meriti di campo. Non ci meravigliamo quindi che ogni domenica sono sempre meno coloro che, in virtù di un “amore carnale” per i propri colori, percorrono migliaia di chilometri per assistere ad uno spettacolo già scritto e deciso. Sono ormai troppo lontani i tempi in cui sampdoriani o veronesi festeggiavano il tricolore, ricordi di un tempo che fu, dove il calcio italiano non era completamente condizionato da una determinata lobby di spregiudicati. Basta, facciamola finita. Questa situazione danneggia tutti, anche coloro che, apparentemente, ricevono benefici ma che in realtà hanno poco a che fare con certi “giochetti di Palazzo”. Lealtà, dignità, e onorabilità di una realtà sportiva tanto gloriosa come quella bianconera non può e non deve essere intaccata da situazioni ambigue, che fanno rabbrividire in Patria e che alimentano facili ironie in Europa. E’ giunta l’ora, quindi, di ribellarsi e mandare a casa una schiera di burocrati incompetenti, tronfi ed inadeguati a gestire al meglio l’industria del calcio. L’arbitro Rocchi è stato capace di rovinare la partita più bella e attesa dell’anno ma lui è solo la punta di un iceberg logoro e consumato dagli “obbrobri” che ogni domenica condizionano la Serie A. Questa dirigenza arbitrale, la più scarsa e impreparata della storia del calcio italiano, deve avere gli attributi per dimettersi e lasciare la “poltrona” a chi ha competenze e motivazioni adeguate per gestire l’intero movimento, peraltro di buone speranze, di giacchette nere. Ora basta, ridateci il nostro calcio.

Devi effettuare il login per inviare commenti