Menu
Domenica 19 Agosto 2018
Quotidiano indipendente d'informazione alternativa anno XVII

ARRESTATEMI, SONO... INNOCENTE

ARRESTATEMI, SONO... INNOCENTE

Una commedia in cui nulla è quel che sembra e ognuno dei personaggi è "normale" solo a tratti... dovrebbe già bastare a rendere l'idea di qualcosa di esilarante ma spieghiamoci meglio.

Appartamento di due vecchietti, Teo e Bice (Claudio Blancato e Franca De Santis), divorati, soprattutto lei, dall'arteriosclerosi, un ladro forse vero forse no (Fernando Sbriscia) che si introduce in casa loro. Gli anzianotti, anzichè spaventarsi, lo scambiano per il nipote, ed è praticamente l'inizio del suo calvario.

I vecchietti, specialmente Bice, dicono e fanno cose che puntualmente dimenticano dopo pochi attimi, e così il povero Dario, questo il nome del presunto ladro, dopo qualche battuta perde il contatto con la sua realtà: le sirene della Polizia che lo bracca lo riportano a sè di tanto in tanto, ma in larghi tratti sembra convincersi davvero di essere il nipote Andrea, o almeno dà spago all'anziana coppia nella speranza di perdere il tempo che basta a far perdere le sue tracce.

Ad infierire arrivano il figlio della coppia, Mario (Alessandro Tozzi), giornalista fallito e precisino da quattro soldi, e soprattutto la nipote Luisa (Luisa Cimarra), zitella insoddisfatta e al limite della schizofrenia, ma soprattutto in cerca di preda maschile, immediatamente individuata proprio in Dario.

Elementi comici, anche da risatina denti stretti, ce ne sono in quantità: la demenza assoluta di Bice e quella leggermente più lucida di Teo, che si spernacchiano in continuazione come solo una coppia con mezzo secolo sulle spalle potrebbe fare, Dario che passa da minacce a mano armata al dispiacere per i problemi degli "zii".

Perfetto Fernando Sbriscia nei panni di un Dario che vede capovolgere il propri ruolo da carnefice a vittima... vittima di chi? Di una "zia Bice" che si fa carnefice praticamente involontaria, di uno "zio Teo" che si assenta al momento sbagliato, quando rappresentava l'unica ancora di salvezza, di un Mario che lo guarda con sospetto fin dall'inizio, evidentemente ben conoscendo la salute mentale dei genitori, ma soprattutto di una "cugina Luisa" che sfoga su di lui tutte le sue repressioni, comprese quelle sessuali.

Un pauso dunque a Claudio Blancato in regia nel configurare i personaggi, anche con qualche variante rispetto ad un testo comunque rispettato molto fedelmente. Il personaggio di Luisa è il colpo plateale destinato a imprimersi nei ricordi più vivi dello spettatore, ma in realtà tutti gli interpreti hanno reso una performance energica e precisa nei rispettivi ruoli.

Le circostanze e le battute surreali si susseguono, i paradossi si moltiplicano, ogni convinzione che matura nella mente dello spettatore viene frantumata nelle battute successive, bontà indiscusso del testo e dunque onore all'autore. L'interpretazione nervosa di Alessandro Tozzi, quella ingenua di Franca De Santis, quella più savia di Claudio Blancato, una sorta di moderatore, sono tutti ottimi elementi, che sul finire lasciano la scena ai mattatori Fernando Sbriscia e Luisa Cimarra, il cattivo che comincia pian piano a farsela sotto e la pazza in piena crisi.

Anche il linguaggio, sottile ed incalzante, ben si presta a questa banda di matti che vi consiglio nelle prossime repliche: a Tolfa il 13 aprile e a Ponte Milvio il 4 agosto.

Ma è proprio il gruppo che merita di essere sorvegliato attraverso la pagina Facebook della Compagnia dell'Alchimia, andate a sbirciare e troverete una quantità di proposte interessanti.

Giancarlo Marmitta

 

ALDO LO CASTRO - ARRESTATEMI, SONO... INNOCENTE

Produzione Compagnia dell'Alchimia

Regia Claudio Blancato

Con Fernando Sbriscia, Claudio Blancato, Franca De Santis, Luisa Cimarra, Alessandro Tozzi

Regia audio e luci Maurizio Agostini

Sala RomaTeatri, Roma, 24 e 25 marzo 2018

Foto Giuseppe Girardi

Devi effettuare il login per inviare commenti