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Mercoledì 26 Settembre 2018
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Golden Knights, cinica impresa a San Jose

Golden Knights, cinica impresa a San Jose

Fino a ieri tutte le serie di secondo turno, quello delle Divisional Finals, dei playoff NHL erano in parità sull’1-1. Poi nella notte è arrivata la gara 3 tra Sharks e Knights a spezzare fisiologicamente l’equilibrio, e lo ha fatto al termine di un’appassionante battaglia conclusasi in overtime.

Tra qualche ora, nella notte italiana, sarà il momento di altre due gare 3, Penguins-Capitals e Jets-Predators, di importanza, nemmeno a dirlo, capitale visto l’equilibrio generale. Vediamo nel dettaglio i fatti principali di questo secondo turno verso la Stanley Cup.

WESTERN CONFERENCE

NASHVILLE PREDATORS – WINNIPEG JETS: 1-1 (1-4, 5-4 2ot)
L’unica squadra canadese rimasta non ci sta a fare la parte di vittima sacrificale per i favoriti Predators e sfodera da subito gli artigli, andando a vincere meritatamente gara 1 a Nashville. I Predators partono piano e i Jets li puniscono subito con Tanev, issandosi fino allo 0-3 nel secondo periodo. Nashville si sveglia, produce un gran numero di tiri (alla fine saranno 47 le parate di Helleybuck) ma la circolazione del disco non produce mai soluzioni pulite. Il gol della bandiera per i padroni di casa arriva in apertura di terzo periodo, ma nel finale Scheifele arrotonda ancora il successo dei Jets per 4-1.
Gara 2 è davvero emozionante, con i Predators che passano in vantaggio dopo soli 27″ ma vengono raggiunti e superati da Winnipeg nell’arco dello stesso periodo. Nella seconda frazione arriva il controsorpasso di Nashville con Subban e Arvidsson; in apertura di terzo periodo Tanev sigla il 3-3, ma 30″ dopo Nashville passa ancora grazie a Johansen. Sembra fatta per i Predators, ma a un minuto dalla sirena finale i Jets agguantano il pareggio con Scheifele. Per scoprire il vincitore saranno necessari altri 25 minuti di hockey, visto che, dopo un primo supplementare senza reti, il gol decisivo di Fiala arriverà dopo 5′ del secondo overtime.

VEGAS GOLDEN KNIGHTS – SAN JOSE SHARKS: 2-1 (7-0, 3-4 2ot, 4-3 ot)
La gara d’apertura non ha avuto storia, com’è facile intuire dal 7-0 finale, ma le due partite seguenti sono state talmente emozionanti da ripagarci della delusione di gara 1. E sì che anche gara 2 era iniziata in salita per gli Sharks, con due reti subite tra primo periodo e inizio del secondo; lì però si è visto lo spessore dei senatori della squadra, Couture, Burns, Pavelski e Jones, capaci di prendersi la scena e risalire la china a suon di reti e assist. Nel solo secondo periodo sono arrivate le tre reti della riscossa per San Jose (doppietta di Burns più Couture), con Vegas che è stata costretta a riprendere la partita quasi sul filo di lana con il 3-3 di Schmidt a 6′ dalla fine. Anche qui sono serviti due overtime per vedere un vincitore: a chiudere la partita ci ha pensato ancora Couture, in power play, dopo 5′ 13″ del secondo supplementare.
Gara 3 è stata sullo stesso livello emotivo, anche se profondamente diversa come sviluppo tattico. La partita l’ha fatta praticamente tutta San Jose, spinta dall’assordante tifo del proprio pubblico, ma lo straordinario cinismo sotto rete e la tenuta fisica e mentale di Vegas ha dato agli ospiti la vittoria finale. Per vedere il primo gol bisognerà attendere 5’30” del secondo periodo, quando Meier porta ad uno strameritato vantaggio i padroni di casa: basti dire che fin lì il conto dei tiri in porta recitava 27-10 per gli Sharks, con un parziale di 11-0 nella parte di secondo terzo fin lì giocata. Lo svantaggio risveglia Vegas, che in meno di 5 minuti e con soli 6 tiri segna la bellezza di 3 gol, con il pareggio di Miller seguito da due gemme di Marchessault (one timer che fulmina Jones) e Smith (servito con un assist no look da Karlsson). Gli Sharks accusano il colpo, rischiano di crollare ancora, ma arriva la seconda sirena a salvarli. Riordinate le idee negli spogliatoi, i padroni di casa iniziano l’ultimo periodo a spron battuto, accorciando le distanze con una splendida conclusione nel sette di Kane e pareggiando in mischia con Hertl a meno di due minuti dalla fine. Ancora supplementari, dunque, ma appare subito chiaro come lo sforzo prodotto per riaprire il match abbia svuotato San Jose, che regala due power play agli avversari con incredibili ingenuità (too many men on ice e un delay of the game di Couture): tra miracoli di Jones e due traverse, gli Sharks si salvano entrambe le volte, ma appaiono davvero come un pugile alle corde. Il colpo del ko lo segna Karlsson dopo 9’17”, infilando nel sette una splendida conclusione in transizione.

EASTERN CONFERENCE

TAMPA BAY LIGHTINING – BOSTON BRUINS: 1-1 (2-6, 4-2)
Lo diciamo subito, non sono state due belle partite. Né la prima, stravinta da Boston contro un avversario forse molle dopo i giorni di riposo (mentre Boston è arrivata fino a gara 7 con Toronto), né la seconda, piena di interruzioni, risse e promesse di vendette. Di gioco se n’è visto poco, a dispetto delle molte penalità, che però finora solo Boston sta sfruttando almeno parzialmente. È soprattutto Tampa, la squadra più dotata tecnicamente, a dover cambiare registro alla serie per far valere le proprie qualità; se la serie resta sul piano della pura battaglia, i Bruins sono favoriti.

WASHINGTON CAPITALS – PITTSBURGH PENGUINS: 1-1 (2-3, 4-1)
Gara 1 è stata di rara intensità, e vincerla, considerando le assenze pesanti di Malkin e Hagelin e il fattore campo contrario, è stata un’autentica impresa per Pittsburgh. Di più, i Capitals erano andati in vantaggio dopo soli 17″ con Kuznetzov, gettando le basi per una serata di tranquilla goleada. Ma Ovechkin ha avuto il torto di sprecare il raddoppio e col passare dei minuti i Penguins hanno messo le mani sul ritmo della partita, conducendolo sui ritmi alti a loro consoni. Si è rimasti sull’1-0 fino a tutto il secondo periodo, pur con un palo di Guentzel e una doppia parata incredibile di Murray. Dopo 28″ del terzo periodo Ovechkin ha siglato il 2-0, ma Pittsburgh non si è scomposta ed ha continuato a macinare gioco, segnando tre reti in 4’49” (Hornqvist e doppietta di Crosby) per la frustrazione dei giocatori di casa. Washington ci ha provato fino alla fine, ma ha trovato sulla sua strada un fenomenale Matt Murray.
Gara 2 è stata invece tutta di marca Capitals, con i Penguins forse ancora provati dall’impresa di due giorni prima: Ovechkin e Vrana hanno portato Washington sul 2-0 già nel primo periodo, e a poco è servito il gol della bandiera di Kris Letang.

Gianluca Puzzo - SportOne -

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